Scuola: fondi non utilizzabili, a rischio 25 mila cattedre

rischio 25 mila cattedre

I fondi per l’aumento delle cattedre sono stati stanziati ma restano inutilizzabili: è su questo punto che nelle ultime settimane si sta sviluppando un duro braccio di ferro tra la ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli e quello dell’Economia Pier Carlo Padoan.

Nei mesi scorsi la Fedeli aveva infatti scritto tre lettere a Padoan e al premier Gentiloni proprio per essere sicura che i fondi stanziati nella legge di Stabilità dello scorso anno per l’allargamento dell’organico di diritto della scuola fossero utilizzabili e poter così fare i conti per il prossimo anno scolastico e cominciare con assunzioni e designazioni degli insegnanti. Ma l’approvazione ufficiale non è arrivata e adesso la ministro considera il tempo scaduto:

Caro Pier Carlo, questo ritardo è inaccettabile per tutti, -ha scritto nell’ultima lettera indirizzata a via XX Settembre-. In gioco ci sono 140 milioni per quest’anno, 400 per il 2018 e 25 mila posti in aggiunta ai 55 mila creati dalla riforma. Ormai non riusciremo a partire in tempo per settembre e la colpa non è certo nostra.

Al Miur la maggiore preoccupazione è per l’inizio del prossimo anno scolastico, che potrebbe rivelarsi una catastrofe. I 25 mila posti in più permetterebbero di rendere meno indigesta la mobilità a professori e sindacati, consentendo inoltre di partire per tempo con le assunzioni evitando di cominciare l’anno con cattedre vuote.

La risposta di Padoan pare però essere già pronta e arriverà al Miur nelle prossime ore: “Nessun ritardo” replicano. La Ragioneria dello Stato ha infatti finito gli approfondimenti che aveva annunciato al Miur. Le serie storiche dimostrano che le stabilizzazioni non portano di solito a risparmi: subito dopo servono nuovi supplenti e nuovi fondi. Facile immaginare la preoccupazione di nuove spese al Mef e le perplessità sulle assunzioni.

Ma il problema, secondo la Fedeli, resta quello dei 25 mila nuovi posti: al ministero dell’Economia si starebbero infatti orientando per dare l’ok definitivo a solo 8-10 mila nuove assunzioni.

Il timore è che i 400 milioni stanziati finiscano tra le poste dei tagli ai ministeri, finora solo genericamente annunciati per evitare la procedura d’infrazione: il ministero dell’Istruzione ha avuto oltre tre miliardi aggiuntivi di spesa grazie alla mega stabilizzazione dei precari degli scorsi anni. In più questi nuovi posti “sono molto attesi nel mondo della scuola” e dai sindacati con i quali la nuova ministra ha ricucito i rapporti dopo il periodo burrascoso seguito all’approvazione della riforma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *