terremoto: sospensione delle rate
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Mutui: sospensione delle rate per gli immobili colpiti dal terremoto

L’Abi, nell’esprimere solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite dal drammatico terremoto, è impegnata per interventi a favore di coloro che si trovano improvvisamente in condizioni di difficoltà per aver subito il danneggiamento o l’inagibilità anche parziale degli immobili e delle strutture dedicate al lavoro.

È quanto si legge nel comunicato emesso dall’Abi, Associazione bancaria italiana, che nelle ore immediatamente successive al terribile terremoto che ha devastato il Centro-Italia si è mossa per chiedere alle banche la sospensione delle rate dei mutui e dei prestiti. Il provvedimento riguarda sia gli immobili residenziali che per quelli commerciali ed industriali che hanno subito danneggiamenti anche parziali.

Tempestiva la risposta di alcune banche. La BNL ha accolto subito l’invito e ha deciso di offrire ai propri clienti la possibilità di sospendere il pagamento, per un periodo pari a sei mesi, delle rate dei prestiti e dei mutui in essere relativi ad immobili residenziali, commerciali ed industriali che abbiano subito danni, anche parziali, a seguito del sisma.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha invece annunciato di aver stanziato un plafond di 250 milioni di euro di finanziamenti e attivato una serie di provvedimenti a sostegno delle famiglie e delle imprese delle province di Rieti, Ascoli Piceno, Perugia, Macerata e Fermo, gravemente danneggiate dagli eventi sismici della notte tra il 23 e il 24 agosto.

Ha aderito alla richiesta di sospensione da parte dell’Abi anche il Gruppo Deutsche Bank, così come Unicredit, che ha concesso ai clienti delle province che rientrano nella zona colpita dal sisma, la moratoria di 12 mesi sulle rate dei prestiti.

Ma bisogna comunque prestare attenzione e muoversi con cautela. Coloro che decideranno di approfittare della lodevole iniziativa bancaria dovranno infatti tener presente che richiedere la sospensione del pagamento delle rate di un mutuo, sebbene dia qualche mese di respiro, non è affatto conveniente sul lungo periodo.

In pratica, possiamo dire che tutto quello che non si paga dal momento della sospensione, si paga tutto successivamente e, purtroppo, con gli interessi. Dietro l’apparente comodità di sospendere, si nasconde sempre un costo aggiuntivo per nulla evidenziato dalla banca perché al termine del periodo di sospensione la banca non rinuncerà a chiedervi gli interessi maturati su quelle rate posticipate al momento della sospensione.

Al termine della sospensione ci si troverà a pagare a caro prezzo il servizio reso e contemporaneamente ad allungare il mutuo per la durata pari alla sospensione.

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